AGHI D’ARGENTO

Questo titolo mi ricorda un libro che tanto tempo fa mi tenne compagnia per un po’ di tempo. Si chiamava “Aghi Celesti”  di J Needham, un grande conoscitore della cultura millenaria cinese.

Come gli aghi usa e getta che uso ogni giorno per lavorare, a volte quando li ho in mano penso anche ad aghi d’oro.Ne ho sentito parlare in una lezione, si usavano aghi d’oro e d’argento. I primi per dare un effetto più caldo, i secondi per dare un effetto freddo. Certo sarebbe bello poterli usare anche oggi, mi sentirei un artista con in mano i suoi pennelli per disegnare.

Parlano di aghi d’argento per l’iniziazione. E di aghi d’oro per gli aspetti più tardivi del processo alchemico che comprende 4 fasi.Con esso diventiamo come una goccia d’acqua che entra nel fiume della vita. Così provoca una trasformazione attorno a sé. Come se fossimo dei cerchi concentrici che cominciano a circondarla.

Parlo dei Song perché prima di loro si pensava che non si potesse cambiare il destino, poi invece l’agopuntura ha fatto delle proposte meravigliose riguardanti questo argomento.

Per quanto riguarda poi l’alchimia ciò che affascinava era la capacità del mercurio di trasformarsi, una volta scaldato, in un elisir in grado di rigenerarsi attraverso trasformazioni cicliche.Gli alchimisti scomponevano mediante il calore il cinabro-un solfuro di mercurio di colore rosso-in mercurio. Quest’ultimo si combinava quindi direttamente con lo zolfo,per formare di nuovo un solfuro di mercurio.Diventava il metacinabro di colore nero. Questo scaldato, poteva essere sublimato nel suo stato originario, il cinabro rosso vivo. Si riteneva che tale elisir potesse assicurare la longevità e trasformare in oro le altre sostanze.

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