???? CHE SPESA SEI

Capire  ??? che spesa sei era già un’idea che mi era balzata…ma poi su una rivista “philosophie magazine” del giugno 2011 ho trovato un bellissimo dossier bell’è pronto che ora guardiamo assieme

https://www.lauramoroni.com/spesa-intelligente/

Intanto distinguiamo i tipi:

al BIO   ha LA NOSTALGIA DELLA NATURA:

Rousseau aveva già parlato di questo dicendo di riferirsi allo stato di natura come alla norma,
quindi al progresso della scienza a volte distruttivo, alle raffinatezze del lusso e del gusto, ai prodotti di bell’aspetto i “biorousseauisti” preferiscono la frutta con la pelle accidentata e la forma bitorzoluta, segni elettivi di naturalità

lo JUNK FOOD che spesa sei

è simbolo di modernità da 30 anni, gli hamburger, gli hot dog, le patatine fritte, straripanti di grassi, che vanno dritti a riempire le pulsioni urbane, titolo: SFOGO,
per chi vive di amore per la velocità, gusto per desideri di immediata soddisfazione, e attrazione per le forme tentatrici…
mah, in realtà, solo chi ha poco tempo e soldi ,ma gli stessi desideri degli altri consumatori è il tipo ideale

i  LIGHT

sono per tipi di mentalità matematica come quella di Platone.
Bisogna verificare che quello che è diminuito in grassi non è aumentato in zuccheri, e viceversa,
poi questi calcoli devono essere correlati al numero delle calorie ingurgitate,
come alla misura in centimetri del giro vita e a quella dei chilogrammi di massa corporea…
dunque questa matematizzazione del mondo si manifesta con una trasformazione del reale,
che si attua oltretutto con un rompicapo degno del re dei filosofi, un formaggio senza grassi è ancora un formaggio anche se ne ha l’aspetto? Una Pepsi senza zucchero è una Pepsi?
Quindi il Light è una lezione di METAFISICA

il VEGETARIANO

dalla tradizione di Pitagora, per arrivare ancora a Rousseau,questi personaggi spingono sui limiti della moralità, e la relazione tra noi e gli animali diventa dialettica,
parlando di questa volontà di eliminare ogni traccia di tragedia dalla nostra vita possiamo inquietarci,e il vegetarianesimo ci obbliga a farci delle domande sulla violenza e il sacrificio,
non c’è bisogno di colpevolizzare MA SI PUO’ SEMPRE PENSARCI

da ultimo il WORLD FOOD che spesa sei

nel carrello l’amore per il mondo e le sue culture: curry, fajita, ravioli al vapore,…
ma questo multiculturalismo di giustapposizioni (stasera cinese, domani indiano) non deve far dimenticare il multiculturalismo delle miscele,
cioè la “Fusion”
perciò il combinare le varie cucine resta UN VIAGGIO PIENO DI SORPRESE

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